Il bollino rosso di Twitter (più o meno)

Internet è un bel posto. È l’unico posto in cui siamo praticamente sempre, nonostante non esista. È un bel posto perché c’è tutto ed è incredibilmente vicino. Chiunque può aver accesso ad ogni tipo di informazione, se sa come cercare. Figo, eh? NO. Perché in effetti ci sono contenuti a cui non tutti dovrebbero aver accesso.
Di chi parlo? Dei minorenni, ovviamente. Esistono ancora i minorenni? Certo. C’è davvero qualcosa su internet da cui dovremmo proteggerli? Assolutamente. Smetterò di parlare facendomi domande? Subito.

Questa dolorosa introduzione mi serve a introdurvi un cambiamento che Twitter sta per effettuare ai suoi meccanismi di interazione. A quanto pare le persone che stanno dietro l’uccello blu (no, non i Puffi) hanno notato che sul social network sono presenti molti account che promuovono, o comunque condividono, materiale che dovrebbe essere riservato ad un pubblico adulto. Principalmente si tratta di contenuti pornografici, violenti o che fanno riferimento ad alcol e droghe. Le stesse cose da cui tutti noi abbiamo girato alla larga finché non abbiamo compiuto diciotto anni, giusto?
Ebbene, Puffo Amministratore Delegato ha deciso che chi non ha ancora raggiunto la maggiore età non deve aver accesso a questi contenuti e ha indetto una collaborazione con un’altra società per mettere in pratica la sua decisione. Ma come potevano trovare un metodo efficace per farlo? E soprattutto, io non avevo detto che avrei smesso di farmi domande e rispondermi da solo? Due ottime domande, ma soltanto una troverà risposta.
Dopo molte puffosissime riunioni la soluzione è saltata fuori, ed è a dir poco geniale. Ogni utente dovrà fornire al social network informazioni sulla sua data di nascita, che poi Twitter consulterà quando si cerca di seguire un account che tratta argomenti considerati destinati al famoso pubblico adulto. Maggiorenne: vai avanti, segui questo account e goditi la tua vita spericolata; minorenne: torna a giocare con i tuoi Angry Birds.

Un sistema che, a mio avviso, potrebbe essere efficace più o meno come la famosa schermata ENTER/LEAVE di YouPorn. Non che io l’abbia mai visitato, me ne ha parlato mio cugino. Le false date di nascita su internet sono probabilmente nate prima di internet stesso.
È innegabile però che qualche accortezza sia in effetti necessaria, dato che un minimo di controllo sarebbe imposto anche dalla legge. Di certo non risolverebbe granché, internet sarà sempre piena di quei contenuti e per impedirne l’accesso ad una fascia di utenti è praticamente impossibile, bisognerebbe eliminarli del tutto, cosa altrettanto impossibile.

In ogni caso in questi giorni si è compiuto un passo verso il controllo della legittimità della fruizione dei contenuti. Un passo corto su un tapis roulant contromano.

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Comments

  1. Io ho trovato un metodo fantastico per proteggere il mio minorenne dai contenuti pericolosi del web: non ha la connessione! Se è per questo non ha neanche la psp, o la wii, o la x-box, neanche il cellulare… E’ vivo e vegeto e sta bene, e non ha ancora valutato l’ipotesi di scappare di casa. Vi dirò di più: oggi pomeriggio leggeva UN LIBRO! Di quelli di carta, ci pensate? E adesso sta dormendo, dopo NON aver visto la tv. Lui esce, con amici in carne ed ossa… Beata gioventù! Potete contattare gli assistenti sociali, se vi sembro pericolosa.

    • Che poi è il “metodo” con cui siamo cresciuti noi 🙂
      Alla fine, è compito anche dei genitori di verificare cosa guardano i propri figli sul web cercando di dargli un’educazione anche su questo a prescindere da schermate “enter/leave”.

  2. elisabetta bravi says:

    sono perfettamente in accordo con quanto affermi

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