#i5libripiùbellicheholetto

Stamattina ho trovato questo hashtag tra le tendenze: #i5libripiùbellicheholetto; siccome è il mio settore ho deciso di dargli un’occhiata per vedere che cosa ne usciva. A dir la verità ho trovato esattamente quello che mi aspettavo, ossia una omogeneizzazione dei gusti, che, a mio avviso, divide i lettori in questione in 4 categorie:

I lettori per cause cinematografiche: ossia quelli che hanno visto un film tratto da un libro, se ne innamorano, lo comprano e lo leggono. Questo succede in particolar modo con i libri che appartengono a delle saghe, vedi: Twilight, Harry Potter, Il signore degli anelli, Hunger Games etc.

I lettori dei classici: ossia i lettori medi, quelli che leggono qualche libro e per non sbagliare la buttano sul classico; in questa categoria troviamo titoli come Il ritratto di Dorian Gray, Guerra e Pace, Il vecchio e il mare, Delitto e Castigo, Madame Bovary etc.

I bimbiminkia: quelli che leggono biografie di Justin Bieber e One direction (che poi saranno brevissime vista l’età dei protagonisti!), libri di calciatori-cantanti-comici. Quelli che i libri che hanno letto risalgono a così tanto tempo fa che sono costretti a citare i libri dell’infanzia come I piccoli brividi o Geronimo Stilton!

I lettori seri: ossia i lettori forti, quelli che ci fanno un favore  partecipando al giochino e  che ci rivelano i loro gusti come se stessero svelando i segreti di Fatima! Il lettore forte cita Wallace, magari con Infinite Jest o Il nome della rosa di Umberto Eco. Il lettore forte guarda con sdegno ai libri citati dagli altri e rabbrividisce di fronte a chi, mi auguro con ironia, cita 50 sfumature di grigio.

In fondo è divertente osservare ciò che viene fuori dalla partecipazione a questi hashtag, c’è chi la prende sul serio, chi si fa due risate e chi, come me, si ferma a pensare che il libro più citato, il vincitore: Cent’anni di Solitudine di Gabriel Garcia Marquez, io, non l’ho letto … ancora!

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