Twitter: i copiatori e i giustizieri. La lunga lotta tra bene e male.

Twitter e i tweet copiatiForse non lo sapevate, ma su Twitter c’è gente che copia i tweet altrui. Su Twitter c’è anche chi si adopera per segnalare queste orribili irregolarità. Su Twitter quindi, come in ogni microcosmo che si rispetti, non manca quella epica lotta tra bene e male che conferisce alla vita degli interpreti quel tocco di protagonismo che forse altrove non avrebbero. Attenzione, voglio immediatamente premettere che questo articolo non si schiererà su nessuno dei due fronti, non perché chi scrive non abbia il coraggio di farlo, ma semplicemente perché l’autore crede fermamente che Twitter sia un luogo libero, senza regole, se non quelle di civiltà che dovrebbero contraddistinguere tutta la razza umana, e come tale può e deve essere utilizzato. Ma allora, vi starete chiedendo, qual è il fine di questo articolo? Boh! Probabilmente quello di riflettere un po’ più pacatamente sul labile, e forse inesistente, confine tra bene e male appena esposti.

I presunti cattivi: i copiatori. Non amo particolarmente chi copia. Ho molta più simpatia per chi prende spunto dalle idee altrui e le migliora. I copiatori solitamente cercano il facile successo. Perché copiare? Perché auto declassarsi a uomini privi di concepire un pensiero personale? Ma tutto sommato, quando si copiano i tweet, qual è il male che si sta arrecando? Forse non è ben più grave scrivere tweet ingiuriosi? Personalmente credo che chi copia con regolarità si stia già punendo da solo, non credo che siano necessari i paladini della giustizia per riportare l’ordine nella contea. In fondo, chi non è originale, ha sempre avuto brevissimo successo. Va bene una segnalazione fatta direttamente all’utente copiatore ma farne una crociata mi sembra esagerato.

I presunti buoni: i castigatori di tweet copiati. Non amo particolarmente chi distrugge, mi piacciono coloro che invece creano. Adoro i paladini della giustizia, ma quelli veri, quelli che portano la pace in silenzio, senza rumore, senza l’impiccagione esemplare in pubblico. Perché se i giustizieri fanno fragore probabilmente lo fanno per farsi notare e allora sono uguali ai copiatori che copiano per farsi considerare. Personalmente diffido di chi canta giustizia e la decanta ai quattro venti. Diffido di chi si auto elegge quinto membro dei Fantastici Quattro.

Detto questo, caro lettore, non farti condizionare dai pensieri disordinati dall’artefice di questo post, non è questo il suo fine. È giusto che tu abbia la tua opinione in merito e che tu possa esprimerla, i commenti sono liberi a tutti, in particolar modo sarebbe bello leggere quelli dei copiatori e degli sceriffi, sentire le loro ragioni ed eventualmente conoscere sfaccettature che questo articolo, per la sua voluta brevità, non ha trattato.

Twittate e siate liberi.

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Comments

  1. elenuccia71 says:

    Mi reputo una giustiziera. Appena esce una notizia mi fiondo a pubblicarla. Non è giusto che vi sia gente che per farsi seguire da tanta gente e reputarsi genio, copi. Ci sono twitteri in gamba ( vedi la sottoscitta ) che con 1400 follower vanno avanti con le loro idee e non quelle altrui e piacciono o sono odiate. Twitter non deve essere una cloaca a cielo aperto dove ognuno ha diritto di scrivere ciò che vuole. Non funziona così. Ci vuole rispetto per chi ti legge se poi vuoi colorirlo con una battuta e vada anche la parolaccia nei limiti della legalità, va benissimo, ma copiare no. Quindi questi poveri esseri privi di personalità, vanno sputtanati.
    Elenuccia71

  2. vania, googlygoaway says:

    Caro Nick, hai proprio ragione,
    Twitter è una sorta di biosfera dove si notano i più diversi animali sociali.
    Concordo con l tuo pensiero.
    Non mi piace chi copia, e infatti quando venni a sapere di alcuni personaggi, smisi di seguirli immediatamente.
    MA, più tardi, ho avuto modo di vedere la questione sotto un altro punto di vista; quello più leggero e tranquillo del “divertiamoci e ridiamo insieme”.
    Sebbene all’ inizio rimasi quasi indignata all’ idea che qualcuno potesse copiare dei tweets, riflettendoci bene (grazie ad un post de @lapausacaffè ) mi sono resa conto che peggio di chi copia è chi si accanisce contro questi.
    Voglio dire, se mi accorgo che qualcuno ha copiato, cerco di informare privatamente l’ autore originale, senza farne una questione pubblica.
    Anche e soprattuto perché, il “giustiziere” accusa il “copiatore” di voler copiare per avere facile successo e per essere notati; ma dico io: Tu, che ti imponi di cercare con perseveranza tutti i tweets e di farne una questione aperta; tu, allo stesso modo, non ti stai vantando? Non stai cercando appoggio e visibilità? Senza ipocrisia ammettilo. E lo stai facendo allo stesso modo di chi dici di accusare, OVVERO: stai cercando visibilità a spese di un altro.
    Oramai chi mi conosce sa come la penso, il mio motto al riguardo è: “più di chi copia, mi preoccupa chi spulcia ogni tweet alla ricerca dell’ originale”.
    Mi è stato anche detto che, allora, secondo il mio discorso “Anche Luttazzi sarebbe una vittima”. E io rispondo: Luttazzi, ci guadagna, è il suo lavoro e ci si è sporcato le mani a copiare. Ma ragazzi, qui siamo su twitter nessuno percepisce una parcella per la qualità dei propri scritti.
    Mi sembra quindi esagerato tutto il movimento dei sedicenti “Ispettori” o “ispetwit” o non mi ricordo come si autodefiniscano.
    Si sta dando troppo peso ad una faccenda che è SEMPRE esistita e certo non terminerà con le loro “battaglie”.
    Ciò che mi infastidisce è che loro allo stesso modo vogliono evidentemente avere visibilità e proclamarsi giustizieri. Ma giustizieri di cosa?
    Altro fatto che ho notato: la maggior parte dei tweets cosiddetti copiati, sono in realtà frasi abbastanza generali e pensieri a cui tutti possono arrivare. Non dico che chi ha tradotto li abbia indiscutibilmente pensati senza leggere quelli originali, ma credo anche che alcune “frasi”, “battute”, “aforismi” girino per il web un po’ come le barzellette.
    Chi ce lo dice che quello che noi crediamo originale in inglese non lo abbia tradotto a sua volta da un giapponese?
    Chi siamo noi per dichiararci GIUSTI?
    Perchè le TL di molti devono risentire di questa ricerca sterile e inconcludente?
    Io dico che ognuno di noi debba prendere twitter per quel che è, senza “inventarsi dei lavori”, perché non guadagnerete nulla e sentirete anche pochi “grazie” per il vostro sforzo.
    Credo di aver detto tutto.
    Vania, @googlygoaway .

  3. Giusto, Twitter è un “paese” democratico, ma è proprio la libertà di pensiero, che offre questo meraviglioso social network, che rende la “pratica” del copia ed incolla odiosa. Non bisogna per forza essere degli scrittori, un bel tweet può piacere, e se ho voglia di farlo gustare anche ad altri utenti, non devo far altro che RETWEETTARLO, certo non crea un danno, scrivere pari pari il tweet, facendo finta di essere uno che pensa, ma l’autore, giustamente ha tutto il diritto di essere geloso delle sue “Creazioni”. Originalità, spensieratezza, (twitter non ti da da vivere), semplicità e idee chiare su ciò che si vuol trasmettere ai propri follower (bruttissima definizione), penso siano la chiave del successo nel mondo Twitter.
    Pensieri di Scimmia.

  4. Non amo i copiatori seriali. Però riesco a comprendere chi all’inizio prende spunto da altri per entrare meglio in un sistema nuovo, come potrebbe essere twitter. Poi è sacrosanta la frase che dici nel tuo articolo “Ho molta più simpatia per chi prende spunto dalle idee altrui e le migliora”. Quello deve essere lo scopo. Osservare, sedimentare e migliorare.

  5. Io, dopo aver letto di Saviano scopiazzatore convinto ed impunito, non me la prendo di certo, nè se copiano me, nè se vedo due tweet uguali consecutivi sulla mia TL. Ed è successo, ieri. Mi limito a sorridere, di chi pensa che davvero nessuno se ne accorga, come, volendo esagerare, chi ruba una caramella pensando che, in fondo, in un centro commerciale la telecamera non verrà certo puntata proprio in quel momento su di te. E invece, passando tra gli scaffali di Twitter, ci sarà sempre qualcuno che se ne accorgerà, e riderà di te. E tu avrai fatto una gran bella figura di melma. Basta questo, no? 🙂

  6. Io scrivo cose fighe. Quindi sono figo.
    Io copio cose fighe perchè sono convinto che non se ne accorgerà nessuno, sembro figo ma in realtà sono molto più figo perchè li sto fregando tutti, ahah. Quindi sono figo.
    Io faccio il giustiziere, vado in cerca di copioni di cose fighe, li scopro e li sputtano in pubblico, così imparano a fingersi fighi con le genialate altrui, ‘sti pezzenti. Quindi sono figo.
    Io cerco di far notare al giustiziere che il copione sarà pure un pezzente, ma il giustiziere da social network ricorda tanto Tackleberry di Scuola di Polizia.
    Io invece cerco di tirare le somme e far riflettere tutti sul fatto che il primo motore dei social network è la vanità delle persone, e sfortunatamente non c’è scampo, è così anche nel mondo reale, dobbiamo tenercela.
    Quindi sono figo.

  7. Sto preparando un post corposo per il mio blog.
    Mi limito a dire:

    Su twitter la reputazione è tutto.
    Se la vuoi non ti conviene barare, ma lavorare duramente.
    Se non lo vuoi fare per correttezza fallo perchè tanto prima o poi ti beccano.

    Detto questo però aggiungo anche che non amo vedere gente massacrata, linciaggi pubblici ed esecuzioni sommarie. Non parlo degli sceriffi (che pongono domande ben lecite), ma della massa pronta a fare a pezzi l’odiata twitstar in nome di una pseudo lotta di classe digitale. Stessa massa che poi non scende in piazza per i propri diritti e magari rivendica correttezza in TL mentre eMule scarica film e mp3 illegali.

    • elenuccia71 says:

      Non è questione solo di twitstars. Sempre sti quattro che hanno acquistato bot di sicuro. L altra sera è stato presentato un vecchio follower con due nick. Scopiazzamento da paura e non è la solita stars che poi chi gli ha dato questo nome così pomposo.
      @elenuccia71

    • Eygor says:

      Ne abbiamo parlato in DM e lo ribadisco qui. Ho pena e fastidio per chi copi i tweets. La pena è più pronunciata se perda tempo a cercare tweets da copiare ed è massima se attribuisce reale importanza al numero di followers: la vità e altro (la mia lo è).

      D’altra parte, chi sprechi tempo della propria vita per dare sistematicamente la caccia a questi, mi suscita lo stesso senso di fastidio e disagio. Io non plagio anche se sono sicuro che alcuni di quelli che io reputo i miei tweets più riusciti siano talmente buoni che debbano essere stati scritti da altri… solo che io non lo so.

      Ceteras, puto che chi copi non sia degno del mio tempo, tanto meno impiegato a dar la caccia agli originali. Blocco chi copia e proseguo per la mia strada. Peace.

  8. Beh, però certe volte meglio chi copia che chi ripete la sua stessa “battutona” 10 volte! David Di Tivoli è libero e twitta con noi! Ecco, l’ho detto.

  9. 76_selena says:

    Io sono una neonata in twitter e il mio modesto parere è che esistono gli RT quindi copiare nn ha alcun senso.Personalmente la cosa che trovo bellissima di twitter è leggermi tutti d’un fiato i tuitts e scoprirmi a riflettere sui pensieri che contengono,d’accordo o no che io sia,a ridere con loro o a mettermi seria.E trovo bellissimo rituittarli per portare avanti un pensiero on cui credo o in cui mi ritrovo o che mi diverte…Non cspisco

  10. KarMassimo aka l'Ispettore Twitter says:

    Nonostante l’ipoacusia neurosensoriale bilaterale che, ahimè, da sempre mi affligge, è da stamane che mi tormentava un fastidioso sibilo nelle orecchie. 
    Ed ora mi è chiaro il perché.
    Pertanto, non credo sia necessario che mi presenti, altrimenti sai che frustrazione dopo tutto il fragore creato per farmi notare?
    Ringrazio il “collega” (ma di questa storia parlerò più avanti) Nick Biussy per avermi invitato a commentare il suo post e spero in questo modo di fornirgli maggiore visibilità, che immagino sia uno degli obiettivi dell’autore. In cambio, gli (e vi) toccherà leggere il mio commento, ahivoi, logorroico, ma l’occasione di spiegare una volta per tutte la situazione è troppo ghiotta per rinunciarvi.

    Prima di andare ad analizzare le due incarnazioni del bene e del male descritte sopra, una piccola premessa su cosa sia, per me, Twitter.
    Principalmente un gioco, che andrebbe preso molto meno sul serio di quanto spesso accade. In ogni gioco che si rispetti, prima ancora di eventuali regole, esiste una sorta di intrinseca correttezza di chi vi partecipa. I giochi hanno regole diverse tra loro, ma è innegabile che ciò che li accomuna tutti è la distinzione tra chi gioca pulito e chi, invece, fa tutt’altro.
    Se volessi provare a definire Twitter in poche parole, probabilmente lo catalogherei come una “condivisione di pensieri”. Pertanto, si dà per scontato che se qualcuno decida di pubblicarne uno, debba trattarsi di un pensiero proprio, per il quale alcuni “fruitori” decidono di seguire l’autore.
    È evidente che una persona possa avere pensieri in comune con altri o trovarsi perfettamente rispecchiato da qualcosa che sia stato detto da qualcun altro, ed è proprio per questa esigenza che esiste il tasto retweet, o il suffisso (cit.)
    È anche più che condivisibile che chi scriva tragga ispirazione da “altro”:  libri, canzoni, tv, notizie o meglio ancora da esperienze di vita vissuta. Ed è qui che arriva la mia altra idea di cosa sia Twitter, e cioè una splendida ma marginale componente della vita reale di una persona. E dico marginale, perché se diventa preponderante, così come accadrebbe con qualsiasi altra delle componenti sopra citate, si potrebbe pensare nella migliore delle ipotesi a una vita reale piuttosto povera, nella peggiore a un disturbo della personalità che andrebbe analizzato da un terapeuta.
    Date le suddette premesse, andiamo per punti. I presunti cattivi aka le mie “vittime”.
    Non stiamo parlando di persone che “prendono spunto dalle idee altrui e le migliorano”. No. I copiatori di tweet sono persone che hanno confuso la furbizia con l’intelligenza e non fanno altro che tradurre letteralmente o copiare pensieri altrui senza citarne l’autore. Non è il cambiare una parola o l’ordine della frase che li fa rientrare nella categoria dei “miglioratori” di pensieri.
    Nella vita non ho mai apprezzato chi si vanta di meriti altrui facendoli passare per propri. L’assenza di meritocrazia è a mio giudizio una delle più importanti cause del collasso a cui stiamo ormai andando incontro come paese e come società. 
    Il profilo comune di chi copia tweet è quello di persone che cercano di autoconvincersi della correttezza delle proprie azioni, spesso giustificandole con il classico “tutti lo fanno”, o con la negazione delle stesse.
    Un comportamento scorretto, sebbene condiviso, non diventa per questo corretto, altrimenti dovrebbe valere anche per gli evasori che non pagano le tasse o per i politici che danno appalti o posti di lavoro a parenti e amici.
    Ma qui siamo su Twitter, cioè un piacevolissimo gioco, per cui le vittime sono esenti da un giudizio morale in quanto non causano un danno effettivo, ma è altresì corretto che vengano pagati con la stessa moneta: la presa in giro pubblica, affinché i loro followers possano vederla.
    Perché far passare tweet di altri per propri è una presa in giro a chi ti segue e ti “stima”. Fu esattamente questo che accadde a me con la mia prima vittima. Era un twittero che stimavo molto, e la stima su Twitter si guadagna con ciò che scrivi, non con altro, per cui se quello che scrivi non è tuo, perché uno dovrebbe stimarti? 
    E qui arrivano i presunti buoni, cioè i giustizieri o sceriffi che dir si voglia, e cioè io.
    Quando per la prima volta “denunciai” un copiatweet, fu perché mi sentii, con le dovute differenze e dimensioni del caso, come un marito tradito. Scoprire che una persona per la quale provi apprezzamento sia in realtà un impostore è sempre triste, e squallido.
    Ma, trattandosi di un gioco, le mie stesse indagini si configurano come tali. Per me è sempre stato un divertimento, e vi dirò di più. Varie tra le mie “vittime”, in privato, mi hanno anche ringraziato perché hanno capito il mio punto di vista. Certo,  mi sono anche arrivati insulti, critiche e minacce, ma quelle fanno parte del gioco per cui non me la prendo.
    Prima di scegliere una vittima, faccio molta attenzione al suo atteggiamento e vi assicuro che la totalità di loro sapeva perfettamente che c’era chi si era reso conto del loro “trucchetto”. 
    Scrivere qualcosa che già esiste,può capitare a tutti, di certo sarà capitato anche a me, ma il confine tra banalità e plagio non è così sottile come si voglia far credere.
    Ad esempio, tra i cosiddetti battutisti, capita spesso che vengano partoriti tweet molto simili tra loro, dato che lo stile (alla Spinoza) è ormai assolutamente mainstream: notizia in tre/4 parole (Berlusconi si ricandida), commento satirico in 5/6 parole (ma non dovrebbe esserne ormai immune?) ed è fatta. 
    Quelli che invece accuso io, sono utenti che vanno deliberatamente a cercare tweet di successo per appropriarsene il merito, infatti quasi sempre scelgo i loro tweet più “famosi”, anche se cronologicamente più datati piuttosto che gli ultimi, proprio per far capire quale sia l’apporto delle loro “malefatte”.

    Pertanto, accomunare i giustizieri alle vittime è un’idea assolutamente non condivisibile, tanto meno ipotizzando una sorta di comune ricerca della fama.
    Io non cerco alcuna fama attraverso Twitter. E chi mi segue, invece di parlare in modo superficiale e per luoghi comuni, lo sa. Trovatemi ad esempio qualcuno che conosca il mio lavoro vero (e con questo non voglio dire che sia sbagliato “farsi pubblicità”, sia chiaro).
    I tweet dell’Ispettore non arriveranno nemmeno al centinaio, includendo tutto ciò che riguarda l’argomento. E se anche fossero 100, sui quasi tremila totali mi sembrerebbe una percentuale risibile. Se cercassi fama, probabilmente le indagini le pubblicherei ogni giorno, anche perché vi assicuro che dei nuovi followers che mi arrivano durante o dopo una pubblicazione dell’Ispettore, una percentuale enorme va via nell’arco di pochi giorni in quanto delusa dall’assenza di altre indagini. E non mi lamento, sono felice per questo, così capisco subito che coloro che rimangono lo fanno perché apprezzano KarMassimo che altro non è che Massimo, cioè io. Su Twitter sono me stesso, non imbroglio nessuno, non uso trucchi e pertanto accetto con piacere che ci siano persone a cui non piaccio. Funziona così anche nella vita, no? 
    Altra cosa, l’invidia. Le accuse di invidia mi ricordano molto quelle che facevano i berlusconiani a chi si permetteva di giudicarne in maniera negativa i “vizietti”. 
    Mi sembravano sinceramente accuse stupide allora e mi continuano a sembrare tali adesso. Non so che invidia si possa provare per dei fantocci di cartapesta il cui unico merito è quello di saper tradurre un tweet da un’altra lingua. Tra l’altro, se riesco ad accorgermene vuol dire che anche io me la cavo abbastanza bene con le lingue (almeno con inglese e spagnolo, per cui non escludo che i tweet realmente originali che vengono copiati non siano originari del Giappone, della Germania o della Russia). 

    E ora, per concludere, torniamo sull’autore del post e sulla mia definizione di “collega”.
    Trovo infatti alquanto spassoso che sia proprio Nick Biussy ad aver parlato dell’argomento e trovo particolarmente divertenti le (velate) accuse riguardo la mia attività da Ispettore. Il motivo è semplice. Nonostante non lo segua, per due volte (e chissà che non ce ne siano delle altre) ho trovato retwittate due sue “microindagini” per le quali scherzosamente, scrissi, “Piccoli ispettori Twitter crescono”. 
    Mi sembra quindi non del tutto sincera la sua “non presa di posizione” sull’argomento.
    Ma forse sono io a pensare male, probabilmente è il mio solito vizietto di cercare la fama attraverso Twitter.
    D’altronde, non sono proprio io quello che ha un blog che parla di Twitter? Nn sono io quello che ha un’attività professionale che tutti i miei followers conoscono? Non sono io quello che scrive un post sull’argomento “caldo” del momento per accrescere la mia visibilità, invitando proprio uno dei protagonisti a commentare? 
    No, ora che ci penso non sono io.

    • Ciao Kar,
      il motivo per il quale ti ho invitato, pubblicamente, a commentare è quello di darti la possibilità di esprimere la tua opinione, così come hai fatto.
      Il post sull’argomento caldo è il minimo che il TG Twitter possa fare 🙂 altrimenti che ci stiamo a fare? Non è detto che si possa sempre, tutti abbiamo la nostra vita, ma quando si può è il nostro obiettivo primario. Sono contento tu possa aver detto la tua in questo modo chi ci legge potrà farsi la propria idea.

  11. Quindi potrei copiaincollare paro paro tutto il testo di questa bloggata, attribuirne il merito, tutto sommato sentirmi in pace con la coscienza, i veri cattivoni sono gli sceriffi.

    Peccato non la condivida per niente, altrimenti lo facevo!

  12. Non ho un commento da fare, solo una domanda: perché questo problema si pone solo in Italia? Le TwitStar estere (quelle vere) se ne fottono del numero di followers e se ne fottono se vengono copiati. Perché mi rendo conto che è esagerato paragonare le lettere dell’alfabeto alle 7 note musicali ma come queste ultime, le lettere sono quelle. Va di modo un hashtag, la gente non legge quello che ha scritto gli altri e scrive un sacco di cose uguali in buona fede. Poi ci sono quelli che copiano e incollano, o traducono, embè?

    Sta all’intelligenza dei follower vedere e capire cosa stanno facendo gli utente che seguono.

    All’estero è scoppiato un caso del genere per un utente che rubava da tutti e aveva decine di migliaia di follower nonostante tutto. Si è fatta polemica, protesta, sputtanamento e altro MA È DURATO SOLO UN FOTTUTO GIORNO.

    Qua è da un mese che continuate con questa solfa…

    Personalmente metto in croce ogni giorno David DiTivoli solo perché oltre a negare, continua a copiare spudoratamente negando di farlo. Io non mi incazzo con lui perché copia o traduce. Anzi, sono talmente di animo buono che vedo in buona luce i tweet tradotti perché la vedo come un opportunità di far godere di un concetto anche colui che magari non conosce la lingua in cui è stato postato originariamente, ma mi incazzo solo per la negazione. Negare le evidenze è una presa per il culo. Punto.

    Il mio pensiero è twitta e lascia twittare. Vedo che uno copia? Ok, mi va bene lo stesso? Continuo a seguirlo. Non mi va bene? Non lo seguo più. Problema risolto. Non riesco a capire il senso degli Ispettori o altro.

    Piuttosto limitiamoci ai RT di @vendommerda e facciamoci due risate.

    I Processi alla Biscardi sono inutili. Se portiamo anche i veleni su Twitter siamo proprio messi male.

  13. spesso sono i falsi moralismi e conformisti che si sentono in dovere di bacchettare chi copia, ma basta voltarsi indietro e l’abbiamo fatto tutti, quindi se ce la prendiamo perchè non abbiamo ricevuti i meriti guadagnati da uno o più tweet, non è certo il caso di essere dei nuovi giustizieri, ci si ride sopra e si continua nella nostra strada!

  14. ladyzeta says:

    Dopo gli elaborati interventi precedenti non ho proprio nulla da dire che non sia stato detto. Voglio aggiungere solo una cosa: twitter è un luogo libero e ognuno puo scrivere liberamente ciò che vuole. Nessuno di noi può giudicare un altro ma ognuno di noi può scegliere chi seguire o non seguire. Solo chi ha personalità va avanti, solo chi ha personalità viene seguito e accumula followers. Da parte mia avendo un’ottima memoria se vedrò qualche tweet copiato probabilmente lo segnalerò all’autore. Io preferisco scrivere tweet banali ma che mi rappresentano, preferisco essere me stessa. Invece su twitter tante persone decidono di non essere se stessi, anche se non copiano tweet. Fingono di essere diversi da quello che sono, o addirittura si inventano una vita che non hanno e ancora magari accumulano followers comprandoli. Vi confesso che sono queste persone che mi fanno piu paura. Non quelli che hanno copiato qualche tweet e che mi hanno strappato una risata.
    Comunque questo è un argomento interessante che ha scatenato una ancor piu interessante discussione. Ben venga.

  15. Avendo letto di tutto, ed il contrario di tutto, vi spiego il mio metro di misura: Qui gioco (ovviamente sono umana e non Kangura) .E sono per il “vivi e lascia vivere”.Non mi sento obbligata a seguire nessuno, se vogliono seguirmi, lo fanno senza obblighi. Sono talmente sbadata che a volte passano giorni prima che io veda chi mi followa.. anche perche’ faccio sempre tre cose in contemporanea. Detto questo, mi chiedo.. ma al di fuori di queste righette scritte Voi che strillate e vi indignate cosi’ tanto…come siete? Io felice! =) E per restare nel mio “personaggio animalesco”…grazie dell’ospitata…§§§altello via!

  16. Ilaria says:

    Twitter è un mezzo non trasformiamolo in un fine. Ironia e cose serie si mischiano, come nella vita. Non prendiamoci troppo sul serio e non inventiamo miti, falsi o veri che siano. Detesto le “crociate” e i moralizzatori, infondo e come la tv, basta cambiare canale.

  17. Post molto democristiano. Tutti hanno ragione, tutti hanno torto, chi ha dato, ha dato, ha dato, chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, scurdammoce ‘o passato siamo tutti twitstar.
    Personalmente penso che sia squallido soprattutto da parte di chi ha più seguito, approfittare della propria posizione per rubare idee altrui senza “dare a Cesare quel che è di Cesare”, ma trovo anche squallido che certa gente segua l’1% di chi la segue, come se non gli interessasse cosa scrivono gli altri, e poi gli rubi i tweet.
    Derubricare gli episodi a semplici copiaincolla è riduttivo. C’è tutta una montagna di merda dietro, e l’atto di copiare non è che la punta.

  18. EleSmilePuzone says:

    Trascrivere un altrui TW – su FB per esempio, perchè come giustamente detto da Vincenzo Ruggiero, se voglio farlo leggere da chi mi segue lo RT e punto – citando l’autore
    Credo sia la cosa più corretta. Io lo faccio e, il più delle volte, chiedo all’autore il permesso di farlo
    Che male c’è a divulgare la genialità di alcuni se fatto con questo scopo?
    Fatto per scopi diversi , allora fa arrabbiare!

  19. enzogno says:

    la gente che prende spunto gira sempre in copia*

    (* licenza poetica)

  20. fateli copiare, fateli sempre copiare, altrimenti non mi diverto più. 😀

  21. Molti dei profili copia tweet sono comandati da software,non da persone reali.
    Fake,verosimilmente in vendita un tanto al migliaio,che simulano attività clonando tweet e postando video YouTube popolari.
    Forse perchè così riescono ad ingannare i programmi di auditing dei profili,quelli che ti dicono quanti fake follower ha un profilo.

    Non è una lotta tra il bene e il male.
    E’ una lotta tra consapevolezza e faciloneria.
    La gente ci parla,con questi finti profili.
    Ci si incazza perchè hanno copiato.
    Loro,naturalmente,non rispondono.

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