È vero che su Twitter c’è chi compra Followers? Si possono davvero comprare? E a quali fini? Perché? Quanto costa? Che benefici si ottengono? Roberto Marini l’ha fatto e questa è la sua lettera aperta:
“Due settimane fa ho deciso di comprare dei followers. Scelta forse affrettata e non abbastanza meditata. Sabato sera l’ho detto su Twitter. Quando ho acquistato avevo circa 1000 followers, quando ho finito 28.000, è evidente che non volevo farlo di nascosto (cosa che peraltro volendo si può fare). Questo per chiarire la mia buona fede. Qualcuno si è sentito offeso del mio comportamento e per questo ritengo di dover spiegare le mie scelte. Il rispetto delle persone, anche conosciute virtualmente, è uno dei valori in cui più credo ed ovviamente mi spiace di avere offeso delle persone.
Perché l’ho fatto? In primo luogo per curiosità. Volevo sapere come funziona, quanto costa e cosa succede quando uno lo fa. Ricordo a tutti che io tuitto con i miei veri nome e cognome e su questo “esperimento” ci ho messo la mia faccia e il mio nome. Non ho molto di più a questo mondo.
Condivido i risultati. Tanto, se cercate su Google “buy followers twitter”, trovate, oltre ai venditori un interessante e recente articolo del New York Times sull’argomento. Consiglio a tutti di leggerlo. Il prezzo è tra 5 centesimi e 1 centesimo per follower, a seconda di quanti se ne comprano. Ad oggi l’acquisto più grande censito è di 1,5 milioni di followers. Per meno di 5.000 è difficile trovare venditori. Questo per i quattrini. Io ho comprato 7000 followers per 100 USD (70€ circa). Me ne sono arrivati, come si vede, molti di più e non so bene perché. Forse perché stavo sotto il minimo. [Continua a leggere...]
Forse non lo sapevate, ma su Twitter c’è gente che copia i tweet altrui. Su Twitter c’è anche chi si adopera per segnalare queste orribili irregolarità. Su Twitter quindi, come in ogni microcosmo che si rispetti, non manca quella epica lotta tra bene e male che conferisce alla vita degli interpreti quel tocco di protagonismo che forse altrove non avrebbero. Attenzione, voglio immediatamente premettere che questo articolo non si schiererà su nessuno dei due fronti, non perché chi scrive non abbia il coraggio di farlo, ma semplicemente perché l’autore crede fermamente che Twitter sia un luogo libero, senza regole, se non quelle di civiltà che dovrebbero contraddistinguere tutta la razza umana, e come tale può e deve essere utilizzato. Ma allora, vi starete chiedendo, qual è il fine di questo articolo? Boh! Probabilmente quello di riflettere un po’ più pacatamente sul labile, e forse inesistente, confine tra bene e male appena esposti.
Nove mesi di Twitter. E’ ora che partorisca un pensiero più lungo di 140 caratteri, chè l’aria bollente sospinge il travaglio e contrae i pensieri uterini. Se ognuno di voi scrivesse un tweet senza che dalla foto o dal nome si possa risalire al sesso, io, vi saprei dire se siete femmine, maschi o, ultima ‘categoria’ aggiunta, metrosexual. La Twittera o, volgarmente, Twittatrice (il che la dice lunga sullo spirito battagliero che anima molti becchi rosa) è un uccello dal piumaggio variopinto, dotata di tette, gambe e labbra a culo di gallina. Ama fotografarsi in pose inconsuete, con l’espressione assorta di chi è lì per caso, e pazienza se si vede che è un autoscatto; oppure dall’alto, mozzandosi la testa ma gonfiando il petto. I suoi tweet non solo seguono le stagioni, ma anche, se non soprattutto, il compiersi del ciclo mestruale. Così da ottenere la massima espressione ed efficacia in primavera, al 14° giorno dei 28.
TGTwitter: Ciao Pausa, grazie per aver accettato l’intervista. Ci puoi descrivere in cosa consiste il progetto Home Stage?
Ideatore e responsabile del progetto. Esisto a momenti. Inventore dei Carrelli per la Spesa Telecomandati. Cerco tombini giapponesi usati. Scienziato. Scrittore. Filosofo. Satirico. 